A PHP Error was encountered

Severity: Warning

Message: array_slice() expects parameter 1 to be array, boolean given

Filename: controllers/sito.php

Line Number: 1125

Psicologo a Bergamo

Dott.ssa Simona Bozzolo

 

La dott.ssa Simona Bozzolo è psicologa clinica e di comunità, psicoterapeuta individuale e di gruppo, laureata all'università di Padova e specializzata in Psicoterapia individuale e di gruppo, presso la scuola di specializzazione in psicoterapia COIRAG APG, Milano .

 

Ha inoltre una specializzazione sui disturbi dell'apprendimento, bisogni educativi speciali, psicoterapia della coppia e della famiglia.

"La psicoterapia, individuale o di gruppo, offre ad ognuno la possibilità di imparare a comprendere il proprio funzionamento personale o dare significato alle forme di disagio che si manifestano attraverso i sintomi. Ansia, depressione, attacchi di panico, disturbi dell'umore, dipendenze, da sostanze o affettiva, sono solo alcuni esempi di come il malessere si esprime."

 Leggi il C.V.

 

 

 

Patologie trattate

Problemi psicologici

  • Aggressività
  • Ansia
  • Attacchi di panico
  • Depressione
  • Dipendenza affettiva
  • Disturbi della personalità
  • Disturbi psicosomatici
  • Disturbo bipolare
  • Disturbo dissociativo
  • Disturbo ossessivo compulsivo
  • Elaborazione del lutto
  • Fobie
  • Insonnia
  • Ipocondria
  • Nevrosi
  • Paura di volare
  • Schizofrenia
  • Stress
  • Trauma psicologico
  • Violenza domestica
  • Violenza sessuale

Psicoterapia

  • Analisi transazionale
  • Arteterapia
  • Musicoterapia
  • Psicodiagnostica
  • Psicoterapia analitica
  • Psicoterapia costruttivista
  • Psicoterapia della Gestalt
  • Psicoterapia integrata
  • Psicoterapia sistemico-relazionale
  • Terapia breve strategica
  • Terapia cognitivo-comportamentale
  • Terapia di coppia
  • Terapia di gruppo
  • Terapia familiare

Psicologia infantile

  • Aggressività bambini
  • Autismo
  • Bullismo
  • Iperattività
  • Logopedia
  • Mutismo selettivo
  • Orientamento scolastico
  • Psicopedagogia
  • Riabilitazione di minori
  • Ritardo mentale
  • Superdotati

Disturbi dell'apprendimento

  • Discalculia
  • Disgrafia
  • Dislessia

Laboratorio prevenzione bullismo

Definizione e analisi del problema.




Il bullismo è una forma di comportamento aggressivo con caratteristiche peculiari e distintive, sulle quali c’è un vasto consenso a livello internazionale. Il bullismo è caratterizzato da tre fattori che permettono di discriminare tale fenomeno da altre di comportamento aggressivo e dalle prepotenze.

I fattori di questo fenomeno sono: l’intenzionalità ovvero il comportamento aggressivo che viene messo in atto volontariamente e consapevolmente, la sistematicità ovvero il comportamento aggressivo che viene messo in atto più volte e si ripete quindi nel tempo.

Ultimo fattore del bullismo è l’asimmetria di potere: tra le parti coinvolte (il bullo e la vittima), una differenza di potere che può essere dovuta alla forza fisica o all’età o alla numerosità quando le aggressioni sono di gruppo. La vittima, in ogni cosa, ha la difficoltà a difendersi e sperimenta una forte senso di impotenza.

Per azioni di bullismo si intendono tutte quelle azioni di sistematica prevaricazione e sopruso messe in atto da parte di un bambino/adolescente, definito “bullo” (o da parte di un gruppo), nei confronti di un altro bambino/adolescente percepito come più debole, la vittima. 

Secondo le definizioni date dagli studiosi del fenomeno, uno studente è oggetto di azioni di bullismo, ovvero è prevaricato o vittimizzato, quando viene esposto, ripetutamente nel corso del tempo, alle azioni offensive messe in atto deliberatamente da uno o più compagni.  Non si fa quindi riferimento ad un singolo atto, ma a una serie di comportamenti portati avanti ripetutamente, all’interno di un gruppo, da parte di qualcuno fa o dice cose per avere potere su un’altra persona. Il termine si riferisce al fenomeno nel suo complesso e include i comportamenti del bullo, quelli della vittima e anche di chi assiste (gli osservatori).

E’ possibile distinguere tra bullismo diretto (che comprende attacchi espliciti nei confronti della vittima e può essere di tipo fisico o verbale) e bullismo indiretto (che danneggia la vittima nelle sue relazioni con le altre persone, attraverso atti come l’esclusione dal gruppo dei pari, l’isolamento, la diffusione di pettegolezzi e calunnie sul suo conto, il danneggiamento dei suoi rapporti di amicizia). Quando le azioni di bullismo si verificano attraverso Internet (posta elettronica, social network, chat, blog, forum), o attraverso il telefono cellulare si parla di cyberbullismo. All’interno delle scuole il bullismo riguarda tutti gli alunni, e non solo quelli che vi prendono parte in maniera più evidente.

I ruoli che possono essere assunti dagli allievi, sono:

Bullo: chi prende attivamente l’iniziativa nel fare prepotenze ai compagni
Aiutante: chi agisce in modo prepotente ma come “seguace” del bullo
Sostenitore: chi rinforza il comportamento del bullo, ridendo, incitandolo o semplicemente stando a guardare
Difensore: chi prende le difese della vittima consolandola o cercando di far cessare le prepotenze
Esterno: chi non fa niente ed evita il coinvolgimento diretto o indiretto in situazione di prepotenza
Vittima: chi subisce più spesso le prepotenze.

Per evitare incertezze e dubbi rispetto a tale fenomeno e perché si possa parlarne è necessario che siano soddisfatti alcuni requisiti:
I protagonisti sono sempre bambini o ragazzi, in genere in età scolare, che condividono lo stesso contesto, più comunemente la scuola;

Gli atti di prepotenza, le molestie o le aggressioni sono intenzionali, cioè sono messi in atto dal bullo (o dai bulli) per provocare un danno alla vittima o per divertimento;
C’è persistenza nel tempo: le azioni dei bulli durano nel tempo, per settimane, mesi o anni e sono ripetute;
C’è asimmetria nella relazione, cioè uno squilibrio di potere tra chi compie l’azione e chi la subisce, ad esempio per ragioni di età, di forza, di genere e per la popolarità che il bullo ha nel gruppo di suoi coetanei;
La vittima non è in grado di difendersi, è isolata e ha paura di denunciare gli episodi di bullismo perché teme vendette.

 A partire da queste premesse, è importante ricordare che il bullismo NON è uno scherzo, nello scherzo l’intento è di divertirsi tutti insieme e non di ferire l’altro. NON è un conflitto fra coetanei, poiché il conflitto, come può essere un litigio, è episodico e avviene in determinate circostanze e può accadere a chiunque, nell’ambito di una relazione paritaria tra i ragazzi coinvolti.  Numerosi sono gli studi a livello nazionale, europeo ed internazionale che registrano la presenza di tale fenomeno nelle scuole. Dall’analisi dei dati il bullismo risulta molto diffuso sia nelle scuole elementari che nelle scuole medie inferiori cittadine. Addirittura un bambino su due dichiara di subire, infatti, prepotenze durante la permanenza nella scuola elementare, mentre nelle scuole medie abbiamo un ragazzo vittimizzato ogni tre.

Si rende necessario, quindi prevedere programmi di prevenzione in grado di promuovere capacità relazionali nel rispetto di sé e degli altri. In particolare, poiché il bullismo è più diffuso e meno grave nelle scuole elementari, è proprio in quest’epoca che è più utile avviare programmi di prevenzione per evitare che il modello di comportamento aggressivo, tipico del bullismo, diventi una modalità preferenziale di relazione tra i ragazzi.

Identificazione degli obbiettivi generali
 

  • Prevenire e contrastare il fenomeno del bullismo;
  • Potenziare le abilità di intervento degli insegnanti;
  • Responsabilizzare i ragazzi nelle relazioni tra pari;
  • Stimolare il coinvolgimento dei genitori e la collaborazione scuola – famiglia; Il rafforzamento della formazione e sensibilizzazione di insegnanti e genitori;

L’avvio di un programma che sin dalla scuola primaria ponga le basi per una prevenzione diffusa dei comportamenti di prepotenza;  
La collaborazione con le scuole secondarie che lo desiderano, per elaborare interventi sulle classi nelle quali emergono problemi di bullismo e per aprire spazi di ascolto e confronto rivolti a adulti e adolescenti, singolarmente o in gruppo;  
Il monitoraggio e la valutazione del progetto.

Obbiettivi specifici

Una consapevolezza diffusa, tra insegnanti e ragazzi, sulla presenza del bullismo nelle scuole di ogni ordine e grado, sia pure in misura diversa e con modalità differenti, e dunque sull’importanza di intervenire;  
Una accresciuta capacità di intervento in diverse realtà scolastiche, nelle quali si sono svolti corsi di formazione e costituiti gruppi di lavoro con docenti e collaboratori scolastici, in contrasto con la tendenza ancora ben radicata a nascondere o a negare il problema per “difendere il buon nome della scuola”;  
La molteplicità di attori disponibili a promuovere azioni di prevenzione e contrasto in contesti diversi, che intendono farsi promotori di un intervento specifico;


Beneficiari dell’intervento

Alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado con coinvolgimento degli insegnanti e dei genitori per una maggiore sensibilizzazione e consapevolezza del fenomeno. Possibilità per i genitori di alcuni appuntamenti privati per una consulenza o un aiuto ulteriore per capire il fenomeno e aiutare i figli in caso ne sentano il bisogno.
Modello di intervento e attività
Questo progetto utilizzerà un approccio educativo teso a valorizzare il confronto delle opinioni in un clima di rispetto reciproco. Le metodologie didattiche attive, come attivazioni, simulate, giochi di ruolo, saranno centrali nella conduzione del lavoro. Verrà favorita una gestione efficace della comunicazione, valorizzata dall'ascolto attivo, ossia in linea con l'educazione socio-affettiva. Il lavoro in piccoli gruppi e con le suddette metodiche attive favorirà la promozione di un atteggiamento rilassato e positivo nei confronti delle tematiche affrontate In particolare, il programma si articolerà in varie azioni che l’operatore potrà ridefinire e adattare alle specifiche esigenze del gruppo classe.

Una seria e accurata analisi della domanda (nello specifico del gruppo classe in questione), unitamente a un’analisi dei punti di forza e di debolezza degli studenti, consentirà all’esperto di organizzare adeguatamente il lavoro.  Si partirà dalle risorse piuttosto che dalle difficoltà, in modo da rendere più produttivo al fine di permettere che le persone crescano e abbiano gli strumenti per risolvere le difficoltà. L'intervento si fonda sul sentimento di competenza e di fiducia del partecipante (alunno), sulla valorizzazione del suo ruolo. Il professionista deve poter utilizzare un approccio «multidimensionale» o «integrato» d'intervento, deve cioè saper utilizzare, indipendentemente dai propri modelli, valori e credenze, degli strumenti che si ispirino a valori e principi di differenti modelli psicologici ed educativi.
Pianificazione delle attività
Prima di cominciare il lavoro con le classi, il consulente attuerà un'accurata analisi della domanda e dei bisogni.  L’incontro preliminare con gli insegnanti fornirà la chiave per analizzare la domanda di formazione posta all’operatore.

Al di là di una semplice lettura della richiesta, in tale contesto sarà infatti possibile individuare la vera domanda posta dalla scuola unitamente alle necessità manifestate anche dai vari attori coinvolti nel progetto. Tra le altre cose, è importante che il consulente si organizzi intorno ad alcune domande basilari: a quali esigenze delle diverse componenti scolastiche dovrebbe rispondere tale progetto? quali sono le loro aspettative rispetto all’iter formativo in questione? secondo gli insegnanti, quali sono le esigenze dei ragazzi? la richiesta si colloca all’interno di un più ampio processo o il percorso si esaurisce con il presente progetto? e così via. Inoltre, attraverso i dati che emergeranno dai questionari di entrata, l’operatore potrà individuare i bisogni dei bambini e dei docenti e quindi "tarare" l’intervento su quella base. La lettura dei bisogni sarà facilitata dal contatto con insegnanti e alunni nell’ambito della riunione che precede l'inizio dell'attività in classe. A completamento di quanto sopra, sarà fondamentale tenere in considerazione le caratteristiche specifiche del contesto ambientale in cui la scuola si colloca e su quelle del gruppo classe, sia dal punto di vista sociale (livello socio-culturale medio, zona urbana o extraurbana, uso o meno del dialetto, ecc.) che psicologico. Inoltre, verrà considerato anche il livello formativo dei ragazzi sulle varie tematiche, tenendo anche conto del lavoro che gli insegnanti potrebbero avere svolto precedentemente in classe.

Valutazione

Dopo aver registrato la modalità degli incontri svolti, il numero di insegnanti, studenti e genitori contattati, le modalità di contatto e la tipologia di materiale distribuito si somministrerà un questionario per registrare l’indice di gradimento per il progetto espresso da genitori, ragazzi ed insegnanti.
Come valutazione personale del professionista e rimando del suo servizio in termini di ricaduta dei servizi offerti, registrerà:

- Se le strategie sono state realmente attuate dagli insegnanti dopo i corsi di formazione;
- Rendiconto dei casi di bullismo affrontati;
- Impatto sulle classi dei percorsi anti bullismo intrapresi su richiesta delle scuole;
- Se conseguente a tale progetto ci saranno attivazioni di nuovi microprogetti e di nuove collaborazioni;
- Se c’è, post progetto, una riduzione del grado di vittimizzazione o degli atti di vandalismo;
- Se vi è una reale integrazione con altre proposte educative della scuola o del territorio (punti di ascolto, servizi per i minori, luoghi di aggregazione extrascolastici…);
- Se si può mettere a punto una sperimentazione di nuove modalità di intervento.



Contatti:
Referente: Dott.ssa Simona Bozzolo cell. 347.6500755 s.bozzolo@cooperativaprogettazione.it  
Per maggiori informazioni: Centro Ricreazione – Via Giorgio Paglia 26, Bergamo. Tel.  035.236385

Corsi

OPPORTUNITÀ E RISCHI DELLA RETE NELL’ERA DIGITALE

Premessa

Quali sono le opportunità e i rischi collegati con l'uso dei media digitali? Come si possono promuovere le competenze mediali?

La nostra vita quotidiana è ormai impensabile senza media digitali. Nel loro tempo libero i bambini e i giovani giocano al computer, si informano e creano reti di contatto via Internet e comunicano con i loro amici e parenti tramite telefono cellulare. Anche a scuola e sul posto di lavoro i media digitali sono usati ogni giorno. Essi offrono agli adolescenti numerose opportunità di sviluppo e apprendimento. Partecipando attivamente alla comunicazione nella società dei media, oltre a leggere, scrivere e far di conto, i giovani imparano anche una tecnica culturale ormai necessaria per fronteggiare numerose situazioni della vita quotidiana e professionale.

Oltre alle opportunità, essi presentano però anche molti rischi, come la dipendenza (patologica) da Internet, l'uso improprio dei dati o gli abusi sessuali. Affinché i bambini e i giovani imparino a usare in sicurezza i media digitali, è indispensabile che affrontino il tema dei pericoli insiti in queste forme di comunicazione. Dagli studi emerge che i giovani sono in media molto abili nell'uso delle nuove tecnologie, ma ciò non significa che ne facciano un uso responsabile. È dunque importante che sviluppino il senso critico per valutare i contenuti dei siti, riconoscere possibili pericoli e sapere come proteggersi da questi ultimi. In quest’ambito ai genitori e agli insegnanti spetta un ruolo molto importante, in veste di persone di fiducia sempre pronte ad ascoltarli, aiutarli e a imparare con loro.

La referente del progetto è la dott. ssa Simona Bozzolo (psicologa, psicoterapeuta individuale e di gruppo).

METODOLOGIA:

  • Presentazione del tema attraverso slide

  • Discussione di gruppo
  • Condivisione materiale utile

COSTI:

Il costo per l’incontro è di 120,00 compreso di materiali (Slide e ricerca sui nativi digitali)

LUOGO:

Da definire


Laboratorio Emozionale: Condividere, Stimolare e accogliere tutte le nostre parti interiori


Il corso è composto da 4 incontri a tema, dove si potrà condividere, fare esperienza, portare le proprie emozioni, situazioni personali, familiari e lavorative. In questi incontri verranno spiegati alcuni meccanismi inerenti alle reazioni corpo-psiche e rispetto ad alcuni nostri comportamenti/atteggiamenti che si attivano nelle relazioni con gli altri. Quindi vi sarà sia la "teoria" che la pratica, attraverso esercizi di consapevolezza; Lavorando direttamente su alcune tematiche del momento.

Tra le tecniche e i metodi usati vi saranno: Costellazioni Familiari, Lavoro sulle parti interiori e messa in scena del nostro critico interiore, P.N.L., Stili di attaccamento Genitoriale (come ci rapportiamo nella coppia e nel rapporto genitori figli.) creandosi un gruppo di condivisione, si avrà la possibilità al momento di lavorare attraverso movimenti di consapevolezza, osservando alcune parti di noi da uno spazio diverso, anche attraverso lo "specchio" del lavoro degli altri.

Chi sarà pronto e disponibile in quel momento a vedere alcuni aspetti di se stesso, o nell'ambito delle proprie relazioni, potrà portare la propria esperienza e fare chiarezza su alcune tematiche.


Studi

Dott.ssa Simona Bozzolo

Via G.Paglia n.26 24122 Bergamo (Bergamo)
cell 340 1590802

www.simonabozzolo.it - simonabozzolo@libero.it

Dott.ssa Simona Bozzolo

Via Carducci 22 , Bonate Sopra 24040 (Bergamo)
cell 340 1590802

www.simonabozzolo.it - simonabozzolo@libero.it

Contattami